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PDF SI DEL GOVERNO. PRONTO SCUDO FISCALE PDF Stampa E-mail
Giovedì 16 Luglio 2009 06:44

 di Anna Laura Bussa

ROMA - Alla Camera è 'giallo' sul doppio emendamento sullo 'scudo fiscale'. I relatori Chiara Moroni (Pdl) e Maurizio Fugatti (Lega) a metà mattinata presentano alle commissioni Finanze e Bilancio un testo che modifica il decreto anti-crisi nel quale si indicano quali saranno i reati che potranno beneficiare dello scudo fiscale e quali no....

Ad una prima lettura ci si rende conto che potrebbero essere 'salvati' reati come il falso in bilancio, la bancarotta, il riciclaggio e la ricettazione. L'opposizione va su tutte le furie. Per il leader dell'Idv è il solito strumento per favorire "solo la casta piduista". Mentre per il capogruppo del Pd alla Camera Antonello Soro l'emendamento dei relatori "é senza pudore". Il segretario del Prc Paolo Ferrero chiede, quindi, al capo dello Stato di non firmare il decreto. Il capogruppo del Pd in commissione Giustizia Donatella Ferranti, invece, non ha dubbi: è una norma "buona solo per bancarottieri". Nel giro di poche ore dal ministero si fa sapere che la norma potrebbe essere corretta. "E' in arrivo una nuova formulazione dello scudo fiscale - avverte Marco Milanese, consigliere politico del ministro dell'Economia Giulio Tremonti - nessun reato sarà scudato tranne l'omessa dichiarazione e la dichiarazione infedele". E infatti, in commissione, i relatori presentano una nuova formulazione del testo. Nessun reato, per usare il termine di Milanese, potrà essere "scudato". L'emendamento sul punto adesso è chiarissimo. Non c'é più un elenco di reati 'buoni' e 'cattivi', ma un'unica puntualizzazione: saranno esclusi dall'applicazione del condono "i reati" (cioé tutti), "ad eccezione dei reati di dichiarazione infedele e di omessa dichiarazione". Qualche irregolarità, del resto, la si deve pure aver commessa per essere riusciti a portare dei soldi all'estero. Ma lo Stato, secondo il testo, chiuderà un occhio solo sui peccati più veniali quali la 'dichiarazione infedele' e la 'omessa dichiarazione'. Mentre dello scudo non potranno più beneficiare reati 'caldi' quali il falso in bilancio, la ricettazione, la bancarotta fraudolenta e il riciclaggio. Come si prevedeva, invece, nel primo emendamento. E' stato un "ripensamento repentino", ipotizzano nell'opposizione, forse dettato dal fatto che il provvedimento del governo deve ricevere il via libera anche dall'Europa. Un via libera sul quale Tremonti punta molto. Ed è difficile che da Bruxelles arrivasse l'ok a un testo che di fatto conteneva, per dirla con Di Pietro, una sorta di 'tana libera tutti' anche per i colletti bianchi. Il 'doppio emendamento', insiste Donatella Ferranti, dimostra che "questa mattina il governo c'ha provato, ha sondato il terreno e ha capito che non avremmo in nessun modo permesso l'introduzione di una norma d'inciviltà" a favore di chi ha portato i soldi all'estero e di chi si è macchiato di gravi reati come il falso in bilancio e il riciclaggio. "Sarebbe stata davvero una vergogna - incalza il responsabile Giustizia Idv Luigi Li Gotti - anche perché poi il 'pizzo' del 5% sul valore della merce 'rubata', cioé i proventi dello scudo, sarebbe andato ai terremotati dell'Aquila". Senza che i colpevoli di reati con pene fino ai 15 anni dovessero mai sostenere un processo. Su questo punto però la norma resta uguale sia nella prima, sia nella seconda versione dell'emendamento: la sanatoria, una volta pagata, non potrà più essere usata come prova (autonoma o aggiuntiva) in un processo a "a sfavore del contribuente". DPEF: TREMONTI, STABILITA' BILANCIO, RALLENTA CADUTA Stabilità del bilancio pubblico, coesione sociale e credito. L'ultimo Dpef approvato dal consiglio di ministri (la riforma all'esame del Parlamento ne prevede l'abolizione), spiega il ministro dell'economia Giulio Tremonti, si muove lungo queste tre direttrici per contrastare e fronteggiare la crisi e risanare la finanza pubblica. Obiettivi perseguiti già dal precedente documento, rivendica Tremonti dove "si parlava di crisi" e "c'era già chiara la traccia politica di quello che avremmo e abbiamo fatto" con obiettivi che sono "stati raggiunti". Il ministro spiega come le "entrate tengono" come si vede dal dato sull'autotassazione e che il primo obiettivo, quello della stabilità del bilancio, che è un "bene costituzionale" é stato raggiunto e riconosciuto dalle istituzioni internazionali. Tremonti a chi gli contesta l'aumento dell'indebitamento ricorda come la crescita sia dovuta anche al pagamento dei debiti dello Stato verso le imprese che "i precedenti governi" come l'esecutivo Prodi non facevano e per questo "risanavano". Un sistema, a detta dello stesso ministro, che "in fondo alle imprese conveniva" perché percepivano un 11% di interessi ma poi quando è arrivata la crisi creditizia" le aziende si sono accorte che andavano in sofferenza. "I debiti vanno pagati - spiega - e per pagarli servono i soldi, se uno trova il modo per farlo e non aumentare l'indebitamento allora gli diamo il Nobel". Secondo quanto scritto nel Depf l'indebitamento netto, comprensivo delle misure una tantum e degli effetti ciclici, si dovrebbe attestare quest'anno al 5,3% per poi scendere al 5,0% nel 2010. Per quanto riguarda il debito pubblico, che nel 2008 si è attestato al 105,7%, salirà quest'anno di quasi dieci punti al 115,3%, toccherà il 118,2% nel 2010 per poi ridiscendere al 114,1% nel 2013. Per Tremonti il documento centra anche l'altro obiettivo: quello della coesione e della pace sociale, "fondamentale per la vita civile del paese e l'economia". La "spesa pubblica" in questi due settori, chiosa il ministro è "la migliore". In ogni caso "sull'occupazione quanto è stato messo da parte basta, se mancasse qualcosa mettiamo li" ha aggiunto riferendosi "ai 34 miliardi di euro per aiuti a chi è in difficoltà a causa della crisi" citati da Berlusconi. Altro tema è poi quello del credito, uno dei nodi su cui il ministro ha insistito di più negli ultimi mesi: per dare liquidità alle imprese "il governo non può sostituirsi al mercato" ma "può fare pressione per tenere un canale aperto a favore delle imprese. Abbiamo fatto quello che abbiamo potuto con i Bond che abbiamo concordato in un dialogo con l'Europa. Abbiamo fatto i rimborsi Iva e attuato le convenzioni sul sistema bancario. Dobbiamo iniziare la discussione sulla moratoria del credito". Domani è previsto un incontro sul tema con Confindustria e l'Abi. Ansa

 

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